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| ALTERNATIVE ENERGETICHE Un forum: "ALTERNATIVE ENERGETICHE. Energia dal Sole, Vento, Acqua, Terra e Nucleare!"
Parliamoci Chiaro Ambiente e politica energetica sono temi estremamente delicati in un contesto quale quello italiano. In primo luogo per la forte ricaduta economica, sociale e civile, poi perchè ci pongono di fronte a complesse problematiche d'ordine politico-amministrativo, a partire dalla regolamentazione e programmazione del settore energia, sino alla gestione operativa vera e propria. Parlando di ambiente e di risorse energetiche non ci troviamo di fronte, come si capisce, ad una disciplina unitaria dell'interesse pubblico, quanto piuttosto ad un insieme di eterogenei interessi che nascono intorno alla ricerca della migliore risorsa dell'energia. Penso quindi ai problemi legati alla gestione del territorio, agli aspetti urbanistici, alla protezione della natura e della tutela ambientale, al problema dell'inquinamento e della gestione dei rifiuti, alla difesa del suolo, dei trasporti, della comunicazione e in fondo alle problematiche legate indissolubilmente alle fonti energetiche.
La situazione internazionale richiede anche per il nostro Paese l'applicazione di una politica di diversificazione degli approvigionamenti delle materie prime atte alla produzione di energia. Purtroppo gli sforzi finora compiuti non hanno migliorato gli scenari per molteplici ragioni. Una e' l'atavica riluttanza del cittadino medio ad investire nella produzione d'energia quando, per tradizione dovrebbe essere lo Stato il fornitore, un'altra è legata all'aumento dei prezzi, a tratti sconsiderato ed ingiustificato, delle materie prime e nuove tecnologie che di fatto limitano lo sviluppo e la diffusione di mezzi alternativi per produrre energia.
Non e' solo questo però, va considerato in questo ampio discorso anche la scelta, o meglio la non scelta del Paese verso l'energia nucleare. Tali posizioni assunte dopo l'incidente di Chernobyl hanno prodotto una serie inquietante di problemi all'Italia ed ai nostri vicini europei. In particolare per quello che riguarda gli investimenti che si posizionavano al tempo attorno ai centomila miliardi di vecchie lire, quindi non la mera costruzione delle centrali ma l'indotto e la tecnologia di supporto oltre ai sistemi per l'approvvigionamento del materiale fissile e quello relativo al trattamento delle scorie.
Certi ripensamenti sul problema dell’energia nucleare e sulla necessita’ di rivedere non solo l’utilizzo ma anche la produzione di energia nel nostro paese, appaiono oggi meno consistenti non solo a livello scientifico ma anche politico supportati da un diverso atteggiamento della Comunità Europea di cui facciamo parte.
A partire dal 2004 alle molte voci scientificamente impegnate nel settore dell'energia se ne sono aggiunte altre politicamente autorevoli che consistentemente si univano ai media per mostrare una più consona attenzione al problema energia. Questa attenzione rinnovata ha richiamato la necessita' di riconsiderare un bisogno, piu' ancora che una opportunità, oggettivo riaprire la questione energetica includendo l'energia nucleare nei piani di programmazione nazionali in modo più consapevole.
Consapevolezza perchè l'Italia aveva scelto, anzi aveva non scelto l'energia nucleare assumendosi tutte le colpe e responsabilità di un futuro sempre meno ambientalmente vivibile espinendosi a tutte le reali e possibili, oltre che conosciute, nefaste conseguenze in termini di inquinamento e qualità dell'aria.
Oggi questa nuova consapevolezza è sicuramente legata al prezzo del petrolio che continua a salire, agli inverni sempre più freddi, alla minacciata penuria di gas metano. E' indubbio che il cittadino medio italiano si sente più responsabile oggi di quanto lo fosse 20 anni fa, succedesse adesso l'incidente di Chernobyl l'italiano non rinuncerebbe sicuramente al nucleare. L'attuale esasperazione politica e mediatica dei problemi ambientali legati inoltre al surriscaldamento globale all'effetto serra di origne antropica produce una ineluttabile indicazione che indica nell'energia nucleare la soluzione ai nostri problemi. Energia nucleare che viene promossa dalla stessa economia Europea prima così ampiamente oltre che teatralmente orientata verso un diffuso uso delle energie da fonti rinnovabili.
Ed ecco che nasce l'idea di un nuovo forum/blog, che considera si importanti le fonti energetiche rinnovabili, ma che lo colloca ad un giusto ambito preferendo, anzi auspicando un massivo ritorno al nucleare che possa permettere l'affrancamento dai combustibili fossili per produrre l'energia necessaria a far funzionare l'Italia delle mille industrie, dei molteplici laboratori artigianali, dei nostri piccoli imprenditori che rappresentano il tessuto sociale pulsante e vivente della nostra giovane repubblica.
Secondo il Consiglio Mondiale dell'Energia (WEC-World Energy Council) la domanda mondiale dell'Energia crescerà nei prossimi 20 anni del 50% per cui tutte le nazioni industrializzate si rendono conto che la diversificazione dei combustibili nella produzione di energia elettrica significa semplicemente che si dovranno usare più carbone e più nucleare e che nessuna fonte dovrà essere trascurata per arbitrarie ragioni politiche.
E' su queste basi che il Forum si muoverà, favorendo tutte le possibili fonti energetiche, favorendo ed auspicando quelle rinnovabili nessuna esclusa, solare, eolica, geotermica, biomasse e molte altre per arrivare ad un affrancamento dal petrolio e derivati, ma promuovendo un massivo ritorno al nucleare prima che sia troppo tardi.
Fra 30 anni sapremo se le nostre scelte di oggi saranno state coerenti con le prospettive di sviluppo indicateci dalla maggiore autorità energetica mondiale o se in difetto saremo stati assorbiti da una potenza mondiale la cui lungimiranza energetica risulterà vincente.
L'Amministratore del Forum
Edited by MetS - 12/11/2008, 15:15 |